L’Emilia Romagna ha una superficie di 22.122 km2 con una popolazione di 3.939.488 abitanti(178 abitanti per km2). La regione occupa il territorio compreso tra il corso del Po a Nord, il crinale dell'Appennino a Sud e la costa adriatica fino a Cattolica a Est. È caratterizzata da una parte piana (circa metà della regione) e una collinare-montuosa, separate fra loro da una linea ideale corrente da Castel S. Giovanni a Cattolica. La pianura è costituita dagli accumuli alluvionali dei fiumi appenninici a regime torrentizio, e va gradatamente deprimendosi fino alla fascia costiera, caratterizzata a Nord dalla presenza delle valli di Comacchio, specchi lagunari poco profondi e pescosi, corrispondenti all'area di antichi delta del Po. La zona collinare-montuosa, formata dal versante padano dell'Appennino, è caratterizzata da una certa monotonia di paesaggio, in alcune valli fatto desolato anche dai calanchi, solchi profondi e spogli di vegetazione che incidono le argille scagliose. Qualche laghetto ancora occupa i circhi modellati da antichi ghiacciai nelle zone più elevate.
Capoluogo della regione è Bologna; altri capoluoghi di provincia sono Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nell'Emilia.
Arte. Testimonianze della civiltà romana si trovano soprattutto a Rimini. Ravenna dal sec. IV al VI fu il centro principale in Occidente della nuova arte cristiano-bizantina, che vi ha lasciato splendidi monumenti di architettura e di decorazioni musive. All'arte romanica, di diretta derivazione lombarda, si devono le grandi cattedrali di Modena, Parma, Piacenza e Ferrara. A Parma fu pure attivo nel Battistero il più grande scultore italiano del periodo romanico, l'Antelami. Le massime espressioni dell'architettura gotica si trovano a Piacenza e a Bologna, che deve al Medioevo gran parte della sua fisionomia, e dove nel '300 fiorì pure una scuola di pittura (Vitale da Bologna e altri). Nel '400 il primato dell'arte spetta a Ferrara, dove opera un geniale architetto, Biagio Rossetti, mentre il Tura, il Cossa ed Ercole de' Roberti danno vita a una scuola di pittura fra le più singolari ed espressive del primo Rinascimento. Altrove, come a Rimini, Cesena, Faenza, Bologna operano architetti toscani, fra i quali Leon Battista Alberti, e a Bologna lascia alte prove dell'arte sua lo scultore senese Iacopo della Quercia. Col '500 il primato nell'arte passa da Ferrara, dove pure con Dosso Dossi e altri si rinnova la scuola di pittura, a Bologna, ove sono attivi valenti pittori, scultori e numerosi architetti che arricchiscono la città di sontuosi palazzi. Ma per la pittura il primato spetta a Parma, ove trionfa l'arte del Correggio e del Parmigianino. Alla fine del secolo, con i Carracci, il Reni, il Guercino e altri, Bologna dà uno dei più validi contributi all'affermarsi dell'arte barocca. Nell'Ottocento, nel campo della pittura spiccano le figure di Antonio Fontanesi e di Silvestro Lega, uno dei maggiori esponenti della scuola dei macchiaioli; emergono poi i ferraresi Previati, Boldini e De Pisis, fino al bolognese Giorgio Morandi. Attorno al 1916 nasce a Ferrara la pittura metafisica di De Chirico e Carrà.