La Toscana ha una superficie di 22.992 km2 con una popolazione di 3.570.926 (155 abitanti per km2). Occupa il versante tirrenico dell'Appennino Tosco-emiliano e il cosiddetto Antiappennino fino al promontorio del M. Argentario. La regione è prevalentemente collinare e montuosa, con forme e caratteristiche differenziate nelle due grandi zone: l'Appennino e l'Antiappennino. La prima è caratterizzata dalla presenza di bacini longitudinali che si interpongono tra la barriera spartiacque principale e le catene secondarie a essa parallele. A Ovest del solco della Garfagnana s'innalza il poderoso complesso delle Alpi Apuane, dai tipici profili arditi nella parte centrale. A Sud dell'Arno si estende il cosiddetto Antiappennino Toscano, di minore omogeneità, perché costituito da parti diverse per origine e struttura. La zona piana è costituita dal Valdarno Inferiore, dai vari bacini intermontani, dalla Maremma e dalla fascia costiera, che alterna lunghi tratti sabbiosi rettilinei o leggermente arcuati a promontori più o meno pronunciati. Fronteggiano le coste le isole dell'Arcipelago Toscano, accidentate benché di poca elevazione.
Capoluogo della regione è Firenze; altri capoluoghi di provincia sono: Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Siena.
Arte. Testimonianze della civiltà etrusca si trovano sparse in tutta la regione da Fiesole a Cortona e a Chiusi, da Volterra a Populonia, Vetulonia e Sovana. Relativamente scarsi, invece, sono gli avanzi romani: le mura di Cosa (attuale Ansedonia), il primo monumento della romanità in Etruria; ruderi di terme a Pisa; anfiteatri a Luni, Lucca e ad Arezzo; teatro e terme a Volterra. Più significativa è Fiesole, con il tempio, il teatro e le terme. La prodigiosa attività artistica toscana ha inizio col sec. XI. L'architettura romanica ha due principali centri di elaborazione, Firenze e Pisa. Le forme pisane vengono riprese e arricchite genialmente da Lucca e si espandono a Pistoia, a Prato, a Volterra, a Carrara. Nel '200 e '300 Firenze e Siena innalzano i loro grandi monumenti religiosi e civili secondo i nuovi modi gotici. A questo periodo devono in prevalenza il loro carattere architettonico città come Pistoia, Pisa, S. Gimignano, Volterra, Cortona. Il rinnovamento della scultura avviene a Pisa per opera dei grandi Nicola e Giovanni Pisano e ai loro modi si ispirano gli scultori attivi a Firenze (Arnolfo di Cambio, Andrea Pisano, Andrea Orcagna), a Siena (Tino di Camaino) e altrove. Durante gli stessi secoli la scuola fiorentina con Cimabue, Giotto e i giotteschi, e quella senese con Duccio, Simone Martini, i due Lorenzetti e altri si contendono il primato nella pittura; diffondendosi a Pisa, sfociarono nell'opera di Francesco Traini.
Nel sec. XV, come in politica così nell'arte Firenze prende decisamente la supremazia. Il Rinascimento sorge a Firenze, di là si riversa sulla regione e si espande per tutta Italia. Al Rinascimento la regione partecipa di riflesso, dandogli tuttavia alcune eccelse personalità: nella città di Siena lo scultore Iacopo della Quercia e gli architetti Francesco di Giorgio Martini e Baldassarre Peruzzi; ad Arezzo e Cortona i due pittori Piero della Francesca e Signorelli; a Lucca lo scultore Matteo Civitali. Architetti, pittori e scultori fiorentini operano intensamente nella regione: Bernardo Rossellino a Siena e a Pienza; Michelozzo e Antonio da Sangallo a Montepulciano; Benedetto da Maiano ad Arezzo; Giuliano da Sangallo a Prato; Benozzo Gozzoli a Pisa e S. Gimignano, ecc. Nel sec. XVI Firenze, facendovi confluire molti suoi artisti, cede il primato a Roma e la Toscana non avrà più quella funzione propulsiva nelle arti che aveva esplicato per secoli e che costituisce la sua gloria maggiore.